Garc Ambiente | T: +390599128865 | E: garcambiente@garcspa.It
Il contesto
Nell’agosto 2024 un incendio ha interessato il sito industriale di I.Blu, società del Gruppo Iren, a Cadelbosco di Sopra, in provincia di Reggio Emilia, coinvolgendo il capannone dedicato al trattamento dei materiali plastici.
L’evento ha compromesso parte delle strutture e coinvolto buona parte del materiale plastico presente all’interno dello stabilimento.
Garc Ambiente è intervenuta con un’attività di messa in sicurezza, decommissioning degli impianti, disassemblaggio meccanico selettivo e gestione dei materiali, con l’obiettivo di rimuovere in condizioni di sicurezza le strutture e gli impianti compromessi, preservare le parti dell’edificio non danneggiate e restituire al cliente un’area completamente sgombra e nuovamente fruibile.
Spazio ingombro video
Leggere la struttura, valutarne le condizioni residue e definire una sequenza di intervento precisa sono passaggi fondamentali per mantenere sotto controllo ogni fase operativa.
Nel sito I.Blu abbiamo pianificato il disassemblaggio meccanico selettivo per campate successive, separando preventivamente la porzione integra del fabbricato da quella compromessa dall’incendio.
L’intervento ha integrato competenze specialistiche e diverse attività: decommissioning degli impianti, disassemblaggio delle strutture, riduzione volumetrica e cernita dei materiali, con l’obiettivo di recuperare le frazioni valorizzabili e indirizzare ciascun flusso verso la destinazione più appropriata.
di fabbricato interessati
dal disassemblaggio meccanico selettivo
Le attività
L’intervento si è sviluppato nell’arco di sei mesi, da settembre 2025 a febbraio 2026, attraverso una sequenza coordinata di lavorazioni.
Abbiamo iniziato dal decommissioning degli impianti presenti all’interno del capannone, smontando l’impianto di trattamento dell’aria, costituito da 7 silos di circa 6 metri di altezza, filtri a maniche e ventilatori. Parallelamente, abbiamo smontato e ridotto volumetricamente l’impianto destinato al trattamento del materiale plastico.
Prima di intervenire sul fabbricato, abbiamo eseguito il taglio controllato della struttura, separando fisicamente la porzione sana da quella ammalorata a seguito dell’incendio.
Siamo quindi intervenuti sulle grandi campate metalliche di collegamento con gli edifici confinanti e sui relativi pilastri, seguendo una sequenza definita per preservare la stabilità delle strutture residue ed evitare collassi incontrollati.
Il disassemblaggio è avanzato campata dopo campata, accompagnato dalla riduzione volumetrica dei materiali ferrosi e dalla progressiva cernita dei diversi materiali presenti nel sedime.
La separazione dei flussi è stata parte integrante del processo: 1.157 tonnellate di macerie e circa 1.000 tonnellate di ferro sono state avviate a recupero, insieme ai macchinari recuperabili derivanti dalle operazioni di smontaggio, presso impianti di conferimento autorizzati.
Circa 300 tonnellate di materiale plastico combusto sono state invece gestite separatamente e destinate a idonei impianti di smaltimento.
Il risultato
Dopo sei mesi di attività, la porzione di fabbricato compromessa dall’incendio e gli impianti presenti al suo interno erano stati completamente rimossi. Abbiamo restituito al cliente un’area pavimentata, completamente sgombra e nuovamente fruibile per utilizzi futuri.Oltre 2.150 tonnellate di macerie e ferro, insieme ai macchinari recuperabili, sono state avviate a recupero presso impianti di conferimento autorizzati.
Il disassemblaggio meccanico selettivo permette di andare oltre la rimozione: recuperare valore dalla materia, restituire funzione agli spazi e creare le condizioni perché possano accogliere nuove possibilità. Un processo che parte da ciò che ha esaurito la propria funzione per rigenerare valore e renderlo nuovamente disponibile.